Billy Cobham

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Billy Cobham nasce a Panama il16 maggio 1944, batterista, percussionista e compositore panamense.

Oltre ad essere un musicista dal talento innato, Cobham è anche un raffinato ed originale compositore che ha saputo spaziare da un genere all’altro senza porre alcun limite alla sua musica, ciò è dimostrato da una vasta discografia e dalle numerose collaborazioni con artisti provenienti da tutto il mondo. Dalla fine degli anni sessanta ha rivoluzionato il modo di concepire le parti destinate alla batteria, apportando una forza creativa all’ambito ritmico ed assegnando ad esso una centralità senza precedenti. Proprio per questi fattori è riconosciuto come il più influente batterista jazz-fusion nonché uno dei più virtuosi per la sua potenza e tecnica percussiva.

Ha raggiunto l’apice della fama a metà degli anni settanta divenendo uno dei musicisti più imitati nell’ambito jazz, fusion e rock, ed è tra i pochi musicisti ad essere stato insignito con il “World Class Master” premio alla carriera che viene consegnato a quei musicisti che con passione hanno portato un contributo all’arte della musica avendo anche innumerevoli collaborazioni.

Terminati gli studi entra nella banda dell’esercito degli Stati Uniti dal 1965 al 1968. In seguito al congedo, Cobham viene contattato dal pianista Horace Silver ed entra nel suo gruppo per circa un anno (vi rimane otto mesi, durante i quali partecipa a molti concerti dei quali oggi rimangono alcune registrazioni video, disponibili anche in rete). Nello stesso periodo suona e registra con il sassofonista Stanley Turrentine, l’organista Shirley Scott, ed anche con George Benson.
Nel 1969 si unisce al gruppo jazz rock “Dreams” di cui fanno parte i fratelli Randy e Michael Brecker ed il chitarrista John Abercrombie.
In contemporanea lo chiama Miles Davis e lo fa suonare con lui in diversi dischi tra cui A tribute to Jack Johnson e il celebre Bitches Brew (che ha dato vita in un certo senso alla fusion). Fatto strano è che in alcuni dischi del trombettista è uncredited, ma come è stato molte volte spiegato, ciò è dovuto ai problemi contrattuali dell’epoca e alle relative concessioni da parte delle case discografiche.

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