Led Zeppelin – John Bonham batterista

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John Henry Bonham, detto Bonzo è nato a Redditch il 31 maggio 1948 ed è morto a Clewer il 25 settembre  del 1980, è stato un batterista e compositore britannico, batterista dei Led Zeppelin.

È considerato uno dei più grandi e influenti batteristi della storia della musica rock. Il suo stile, basato su un’alchimia di estro e aggressività, creatività e tecnica, ha contribuito a innovare e stravolgere completamente il modo di concepire la batteria e le percussioni nella musica contemporanea: i nove album che compongono la discografia dei Led Zeppelin, caratterizzati dalle architetture percussionistiche di Bonham, costituiscono tuttora una delle basi su cui fonda la batteria nel rock, nell’hard rock e nell’heavy metal.

Nel 2011, a seguito di un sondaggio condotto tra i lettori, Rolling Stone Magazine lo ha insignito del titolo di miglior batterista di tutti i tempi, collocandolo al primo posto nella classifica Best drummers of all time; a identico risultato hanno condotto i sondaggi condotti nel corso degli anni da fanzine e riviste specializzate come Rocklist, Stylus Magazine, Modern Drummer e Gigwise.

John Bonham nacque il 31 maggio 1948 da Joan e Jack Bonham. A 5 anni Bonham desiderava già una batteria, iniziò con un piccolo drum kit fatto di lattine di caffè, imitando i suoi idoli Buddy Rich e Gene Krupa. A 10 anni sua madre Joan gli regalò il suo primo rullante. A 15 anni suo padre gli regalò un drum kit della Premier Percussion. Bonham non prese nessuna lezione di batteria, si limitò a chiedere consiglio ad altri batteristi della sua città. Tra il 1962-1963 entrò a far parte dei Blue Star Trio (un gruppo creato con amici di scuola) ed i Gerry Levene & the Avengers. Nel 1964 terminata la scuola andò a lavorare con suo padre come falegname apprendista e suonava in varie band locali. Nello stesso anno Bonham entrò a far parte di una band semi-professionale chiamata Terry Webb and the Spiders, e nello stesso periodo incontrò la sua futura moglie Pat Phillips. Entrò a fare parte anche in band come The Nicky James Movement e The Senators (che ebbe anche un discreto successo col singolo “She’s a Mod”). E così divenne un batterista a tempo pieno. Entrò a far parte dei Crawling King Snakes, con un giovane Robert Plant al microfono. Bonzo e Plant divennero amici e non persero i contatti anche dopo che la band si sciolse, così nel 1968 venne invitato nella nuova band di Plant chiamata Band Of Joy e lui accettò.

Bonham incontrò non poche difficoltà nella sua carriera da batterista perché veniva inevitabilmente ritenuto troppo rumoroso, e per un periodo i locali della sua zona giunsero addirittura a non far suonare “gruppi che avessero John Bonham alla batteria”.

Nonostante l’ambiente rurale dove crebbe, Bonham non trascurò mai la sua travolgente passione per i tamburi, anche a costo di venir meno a promesse fatte; quando la ragazza, Pat, rimase incinta, andò a vivere con lei in una roulotte: nonostante le avesse promesso di mollare la batteria per cercarsi un lavoro, pur iniziando a lavorare e persino smettendo di fumare per arrivare a sbarcare il lunario, continuò comunque a dedicarsi anima e corpo, con caparbietà quasi maniacale, al culto delle percussioni e alla personale idea di sound che andava ricercando.
Nell’ottobre del 1968, i Led Zeppelin registrano in sole trenta ore il loro primo album, dal titolo omonimo. È l’inizio, per Bonham, della scalata verso il successo mondiale.

Personaggio bizzarro, Bonham trascorse tutti gli anni settanta vivendo di eccessi. All’inizio della carriera, John era talmente mansueto da venire soprannominato “Bonzo” come un cane di un cartone animato; il lavoro con gli Zeppelin lo costrinse a vivere lontano dalla famiglia, che amava profondamente, e questo provocò in lui un vero shock, perché da ragazzo della campagna inglese quale era, si ritrovò a essere una superstar acclamata da milioni di persone, perennemente in viaggio lontano da casa.

In particolare, fu per lui un duro colpo l’anno in cui gli Zeppelin si trasferirono in esilio fiscale negli Stati Uniti a causa delle leggi economiche inglesi.

In breve, Bonham sviluppò a dismisura la sua già intensa dedizione agli alcolici, con risvolti a cavallo tra tragico e comico: i roadies e gli stessi membri del gruppo raccontano che, una volta ubriaco, il batterista era preda di violenti cambiamenti di personalità al punto da guadagnarsi il soprannome The Beast (La Bestia).

A farne regolarmente le spese erano stanze d’albergo, locali, camerini e ignari malcapitati che osavano tentare di riportarlo in sentimenti: da un certo momento in poi gli altri membri del gruppo iniziarono a prenotare negli alberghi in cui si recavano delle stanze apposite, non note al batterista, ove trovare riparo in attesa che la sbornia gli passasse.

Bonham non era solito rendersi protagonista di particolari danni, quando andava da solo per locali, dopo i concerti: semplicemente si sedeva a bere. I problemi cominciavano quando veniva seguito dalla banda dei roadies o accompagnato dal famigerato Richard Cole, tour manager e factotum dei Led Zeppelin per dieci anni: le serate si concludevano inevitabilmente con risse, orge, alberghi devastati, locali puntualmente sfasciati e depravazioni di ogni genere.

Per il resto John Bonham amava la quiete familiare e la placida campagna inglese, e quando non era in tour viveva ritirato nella sua fattoria e trascorreva lunghe ore al pub del suo paese.

Amava molto le auto e le moto: il suo garage poteva vantare decine di pezzi unici o rari, acquistati in giro per l’America e l’Inghilterra durante i vari tour del gruppo.
La morte

Il 25 settembre del 1980, nel periodo in cui i Led Zeppelin stavano progettando il ritorno sulla scena, si recò, più ubriaco del solito, nella villa di Page a Windsor per le prove, durante le quali continuò a bere. Essendo troppo alterato per continuare a suonare, venne trasportato in una stanza e lasciato là a dormire. Benji LeFevre (che aveva rimpiazzato Richard Cole come manager del tour dei Led Zeppelin) e John Paul Jones lo ritrovarono morto la mattina successiva, soffocato dal suo stesso vomito.

Bonham aveva solo 32 anni.
La tomba di John Bonham a Rushock.

I Led Zeppelin, Jimmy Page in primis, decisero che senza di lui non potevano andare avanti. Il 4 dicembre 1980 il gruppo diramò la notizia del suo definitivo scioglimento mediante il seguente comunicato stampa:
« Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere — in piena armonia tra noi e il nostro manager — che non possiamo più continuare come eravamo. »
(Led Zeppelin)

Dalla metà degli anni ottanta, il gruppo si è ritrovato in alcune rare occasioni: le circostanze hanno riguardato ragioni di beneficenza (come il Live Aid del 1985) con Phil Collins alla batteria, o di celebrazione (come per il quarantennale dalla fondazione della Atlantic Records, o per l’introduzione dei Led Zeppelin nella Rock and Roll Hall Of Fame), stavolta con Jason, il figlio di Bonham, alla batteria.

John Bonham riposa nel cimitero della chiesa di Saint Michael, a Rushock.

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